Fra''s profileSperanza e Rivoluzione™PhotosBlogListsMore ![]() | Help |
|
|
22 Gennaio 2007
Vivere deve essere più importante di vincere
22 gennaio 2007… una data da ricordare per due ragioni; La prima ragione è che dopo 3 anni e mezzo dal conseguimento della Laurea ho finalmente ricevuto una proposta di lavoro degna di questo nome! Dopo 3 anni e mezzo di corsi e “lavoretti”, stress, divertimenti, amori e cazzeggi (tra militare, sfortune varie ma anche eccessivo rilassamento) finalmente potrò cominciare a cercare me stesso. Come già sapevo lascerò la mia città (che così poco offre a chi non ha “conoscenze”), la mia terra.. Una terra tanto bella quanto aspra che solo ora comincia a mancarmi; La cosa più strana e’ che questa possibilità mi venga data proprio in questo periodo in cui avevo maturato la decisione di andare all’estero a cercar più fortuna ma come si dice la vita non ha certezze e noi straordinarie e insulse creature non possiamo che prendere decisioni di volta in volta sperando che i nostri sogni si realizzino. Ebbene quasi a rafforzare il concetto passo a spiegare il secondo motivo per cui non potrò mai scordare la data del 22/01/2007; in questa stessa data mio cugino, un ragazzo di 36 anni è morto. Sia per la differenza di età che per le diverse scelte di vita non ho mai avuto un rapporto stretto con lui ma la sua morte mi ha segnato ugualmente perché solo quando si perde qualcosa ci si può rendere conto degli errori commessi. Gino, così si chiamava mio cugino era nato in una realtà degradata ma a differenza di molti non aveva scelto strade facili; lavorava guadagnando una miseria ma non rubava. A ucciderlo fisicamente è stata l’eroina ma a uccidere il suo spirito per assurdo è stato l’amore o meglio l’assenza di amore. Era stato più forte delle ingiustizie e della miseria Gino ma non ha saputo reagire a una delusione d’amore cercando conforto in quel veleno che lo ha ucciso lentamente. L’amore è vita e per molti l’assenza di amore è morte. In questo giorno di rinascita per me voglio ricordarlo. La malinconia che porterò nel cuore per la sua morte si mescolerà per sempre con la tristezza di lasciare la mia terra; la mia regione come tutto il meridione mi ricorderà per sempre Gino perché come lui rischia di morire per assenza di amore da parte dei propri abitanti. Mentre scrivo fuori è arrivato il vero inverno, vento gelido e pioggia fitta..
Quella pioggia che lava tutto come
le lacrime portano via il dolore..
Ciao Gino, questo è il mio saluto.
A mio cugino.
FUGGI DA FOGGIA Ma GUARDANDO IL CIELO..Girando in rete ho trovato questo post su un blog e visto che:
1 - l'ho trovato davvero bello;
2 - è scritto da un foggiano;
3 - parla di foggia ho pensato di postarlo.
Il culo e il cielo
Frugando in una borsa da professore che non uso più da qualche anno ho ritrovato qualche vecchia carta. Soprattutto, un numero abbondante di copie del primo numero di Tophet. Visioni dal fondo, foglio di umori e malumori, critica e poesia, eccetera che scrivevo insieme a gente che mi assomigliava fin troppo. E’ datato 19 agosto 2003. Nella presentazione scrivevo: “Voi che leggete e noi che scriviamo siamo dei privilegiati. Viviamo in un posto che ha qualcosa di straordinario. Viviamo in uno dei paesi ricchi , e tuttavia la nostra è una città povera. Non solo povera. E’ una città incolta, selvatica, anche piuttosto mafiosa. E’ una città del terzo mondo che tuttavia appartiene all’Occidente ricco e civile. Capite l’importanza della cosa. Noi siamo a terra. Noi siamo con le spalle a terra, gente. E quando si è stesi a terra si gode di una visione non comune. Puoi osservare il culo della gente, o guardare il cielo. Vedere il mondo dal di sotto, o contemplare ciò che è al di sopra di ogni miseria. Puoi essere al tempo stesso cinico e poetico.” Il primo articolo di Tophet si intitolava “Rigurgito” e parlava d’un caso avvenuto nel mio quartiere (Che praticamente è lo stesso dove sono cresciuto io). Un uomo che si diede fuoco. Per disperazione. Perché disoccupato. L’ultimo articolo si intitolava “Pulizia” e parlava del sindaco fascista che non amava il campo nomadi. A distanza di tre anni, il campo nomadi non c’è più. Lo ha distrutto un incendio. Al suo posto c’è un campo profughi. Cioè, giuridicamente non è un campo profughi, ma strutturalmente lo è: containers di lamiera. Ci vivono non i profughi, ma gli sfrattati. Credo che Foggia sia l’unica città d’Italia che ha un quartiere di containers, e forse l’unica città d’Europa - o d’Occidente. Ma può essere che mi sbagli. A distanza di tre anni, non abbiamo più il sindaco fascista. Adesso c’è un sindaco di sinistra: che, oltre a sistemare benevolmente gli sfrattati nei containers, ha speso cinquecentomila euro per un monumento all’aviere, consistente in un bombardiere. Poi, di fronte alle proteste dei pacifisti locali, ha fatto circondare il mostro da tenere colombelle e dai colori della bandiera della pace. Il monumento si può leggere come segue: i bombardieri sono strumenti di pace, ché la vera pace si fa con le armi. Ma si può anche leggere così: questi orrendi strumenti di guerra vanno smitizzati, ché arrecano solo sofferenza; viva la colomba, abbasso il bombardiere. Nessuno sa quale sia il significato autentico. L’idea di autenticità appartiene ad epoche passate, sostanzialmente rozze. Oggi siamo nell’era della libera interpetazione, della lussuria ermeneutica. Abbasso la tirannia del senso! E viva il nostro sindaco postmoderno. E postpacifista. Ma il tema di questo post è il culo e il cielo. Non ho parlato, in questi mesi, della Ballata delle prugne secche di Valeria; perché, ho detto, non mi è facile parlare con la necessaria obiettività di un libro scritto da una delle persone a me più care, e che è dedicato (anche) a me. So che Valeria qualche giorno fa è intervenuta ad una trasmissione che si chiama Le Invasioni Barbariche, su non so quale rete. Lo so perché ho avvertito il malumore di molti. Pare che Valeria abbia detto durante quella trasmissione di aver imparato a Milano ad usare le posate. Era un modo per dire il suo debito verso Milano, ma è stato interpretato come un insulto a Foggia - città di gente che mangia con le mani. Noi foggiani siamo terribilmente permalosi. Non abbiamo mai perdonato a Moravia il suo giudizio sulla nostra città - la più brutta d’Italia, a suo parere. Amiamo invece molto Montale ed Ungaretti. Il primo ha scritto un racconto che si intitola “Clizia a Foggia”. Di Foggia non c’è nulla, probabilmente Montale a Foggia non è mai stato; e tuttavia c’è il nome, e questo basta. Ungaretti venne a Foggia e tenne una corrispondenza per un giornale. Guardando le fosse per il grano, disse che quelle fosse meritavano di essere monumento nazionale. Ora le fosse non ci sono più. Nessuno le rimpiange. Erano dei semplici buchi nella terra, nei quali si conservava il grano. Monumento nazionale un cazzo. Ho tra le mani un libro che si intitola Omaggio a Foggia. L’autore è quanto di più lontano si possa immaginare da Valeria. Si chiamava Pasquale Soccio, era un preside studioso di Vico, già allievo e poi, pare, assistente di Giovanni Gentile. E’ stato l’intellettuale più venerato e rispettato a Foggia negli ultimi cinquant’anni. Una vera istituzione. Omaggio a Foggia contiene frasi come questa: “Allora [a maggio: a Foggia] il profumo delle erbe sovrasta e vince la nube stagnante delle venefiche esalazioni di macchine e di fabbriche. Un diffuso e forte odore, di grano, di fieno, di tiglio, di fave in fiore e perfino di malva e di camomilla, si dirama e spande per le vie cittadine. I cortili sono vasti pozzi in cui si versa e serba questo impasto di aromi. Col vento si distinguono le venature dei vari profumi. Una polvere sospesa di polline saporisce l’aria che, dentro, si palpa come seta”. Io sono nato all’inizio degli anni Settanta in un basso di Foggia. Una manciata di metri quadri, credo meno di trentacinque. Negli anni Settanta - e credo anche per una parte degli Ottanta - a Foggia non esistevano i cassonetti dell’immondizia. Esistevano i pali. La gente buttava le buste dell’immondizia intorno a un palo. Uno di questi pali si trovava a pochi metri da casa mia. L’immondizia era lì. Dietro la porta di casa. Soccio ha scritto il suo omaggio a Foggia nel 1970. Un anno prima della mia nascita. Viveva in via della Repubblica, in un bell’appartamento all’interno di un palazzo per costruire il quale sono state distrutte le fosse del grano - il monumento nazionale di ’sto cazzo. Forse dalle sue parti si avvertiva l’odore del tiglio, della malva e della camomilla, negli anni Settanta. Non metto in dubbio la sua sincerità. Ma dalle mie parti si sentiva il tanfo dell’immondizia. Null’altro. Soccio aveva animo di poeta; e, come succede a volte ai poeti, faceva retorica. Per questo lo adoravano. La gente ama la retorica, perché la aiuta a non sentire la puzza dell’immondizia. Valeria invece non ha l’animo della poetessa. Per fortuna, direi. Le sue doti sono il cinismo ed il sarcasmo. In realtà, il suo resoconto cinico e sarcastico di Foggia ha i suoi limiti. Valeria non è nata in un quartiere popolare di Foggia, non è crescita in un basso, non ha mai avuto l’immondizia dietro la porta di casa. Nonostante le sue buone intenzioni e le sue innegabili capacità, mi pare per questo che non ci sia abbastanza cinismo, abbastanza sarcasmo nel suo libro; abbastanza verità. E tuttavia c’è molta, molta più verità di quanta non ve ne sia nel poeticissimo Omaggio a Foggia di Soccio. C’è ancora una cosa da dire, però. Una mattina andai a trovare Soccio. Lo trovai vestito, pronto per uscire. Era raro che uscisse: aveva novant’anni. Mi disse che aveva un appuntamento importante. Scendemmo, attraversammo via della Repubblica, poi quelli che a Foggia chiamiamo “i tre archi”, e ci trovammo nel centro storico. Lì si fermò, intento a qualcosa. Poi mi chiese: “Le senti?” Non sentivo nulla. “Le rondini”, mi disse. Era andato fin lì per ascoltare le rondini - lì dove i tetti sono più bassi. Quello era il suo appuntamento. E quello era il suo cielo - ho dimenticato di dire che era cieco. Quella mattina ho imparato qualcosa. Ho imparato che questa stramaledetta città di inciviltà ed immondizia è anche una città dove è possibile incontrare le rondini. Ho imparato che davvero non c’è solo il culo. C’è anche il cielo.
E che non è possibile né giusto parlare di questa città tralasciando l’una o l’altra cosa. Fingendo di non vedere il culo o dimenticando il cielo.
Tratto da: MINIMOKARMA
Paradossi italiani
Verso quali acque oscure stiamo andando alla deriva? Ormai in questo paese Si è perso il senso dell’etica e della morale.. L’unica cosa che rispetta la gente sembrano essere i soldi e la violenza; e cosi tra Intercettazioni telefoniche, scandali dai nomi colorati (come calciopoli), principini incarcerati che sguazzano nel mal’affare e uomini di chiesa indagati per reati penali il 25 e 26 di giugno gli italiani saranno chiamati al quesito referendario per legittimare i cambiamenti alla costituzione proposti/imposti dal governo Berlusconi nella scorsa legislatura; quello stesso Berlusconi che in questi giorni sta tartassando le famiglie italiane con lettere “persuasive” al SI…. C’è da dire che Berlusconi lancia sempre bene i dadi, studia sempre tutto con attenzione e cosi andremo a votare per un Si o per un No ma in realtà se vincesse il Si come auspicano le destre i cambiamenti sarebbero davvero drastici. Il Gigetto come al solito gioca duro e cosi per questo referendum non ci sarà nemmeno uno straccio di Quorum!!! Ecco il paradosso.. Si parla di modificare la fonte primaria del nostro Diritto e lo si fa senza Quorum, più che paradosso forse si tratta di un magheggio. Se a questo uniamo che si vota domenica (giorno sacro per gli italiani da spiaggia) e lunedi (con la nazionale che gioca gli ottavi di finale della coppa del mondo) di inizio estate ci si rende conto di che menti diaboliche circondino il Gigetto.. Già sapevano che l’affluenza al voto sarebbe stata ai minimi storici e cosi via il Quorum! Se questo non bastasse per optare verso un NO deciso alla modifica prendetevi la briga di scaricare il testo della proposta da internet.. La proposta è un vero pasticcio fatto in fretta e furia forse anche peggiore della scandalosa riforma elettorale attuata dalla casa delle liberta alla fine del proprio mandato; Analizzando anche solo in maniera grossolana alcuni punti del testo ci si può rendere subito conto dello scempio per la Costituzione Italiana, ad esempio, le forme e i modi auspicati per aumentare le autonomie legislative e decisionali delle Regioni (devolution) dimostrano i limiti della riforma che da una parte delegittimerebbe lo stato e dall’altra creerebbe conflitti economico-politici tra le Regioni e tra lo Stato e le Regioni generando una vera e propria secessione. Dare più potere alle istituzioni locali non è uno sbaglio ma fare una riforma senza capo ne coda non mi sembra il modo corretto di far crescere il nostro paese. Senza poi soffermarsi sui nuovi poteri assegnati al primo ministro (un vero e proprio monarca) che non trovano bilanciamento con altre forze in gioco e ancora, che dire della trovata quasi Pubblicitaria di ridurre il numero dei parlamentari per ridurre gli sprechi di danaro (tra l’altro esiste già una legge che prevede tale riduzione per il 2010) che invece non farà altro che aumentare lo stipendio dei parlamentari in carica nei parlamenti a venire. Potremmo dire parafrasando il Gigetto che per il Si voteranno solo i COGLIONI! (e/o in pikkola percentuale chi ne potrà trarre vantaggio)…
IO VOTO NO! E voi? Corsi e ricorsi... Circoli Viziosi
Ieri Brusca oggi Provenzano, domani chissà..
Raffaello Sanzio Santi, "San Giorgio lotta con il drago" 1505.
Pensate un attimo: abbiamo avuto cinque anni filati di governo di cosiddetta destra (con esponenti politici che hanno dichiarato che con la mafia bisogna convivere) e stranamente nessun attentato mafioso… Ottimo direi, ma non dovrebbe far riflettere? Cade il governo, per lasciare il posto a Prodi(l’uomo dei poteri forti bancari anglo-ebraici: Goldman Sachs, Warbur, ecc…)e due giorni dopo le elezioni-farsa, magicamente, viene arrestato, o meglio si fa beccare, Bernardo Provenzano, capo indiscusso(dicono loro)della Mafia. Non dovrebbe far riflettere anche questo? Ma vi pare che il capo della mafia, l’amministratore delegato di una multinazionale che fattura 100 miliardi di euro all’anno (200.000 miliardi delle vecchie lire per intenderci)possa vivere come un povero barbone reietto, dentro una casetta in legno, mangiando cicoria e formaggio e pregando tutto il giorno Padre Pio? Secondo voi un Provenzano, incapace perfino di parlare, era in grado di gestire un giro di affari che tra le altre cose coinvolge paradisi fiscali, banche offshore, intermediazioni finanziare, società di clearing? Vogliamo prenderci in giro? La mafia è gestita dalle stesse persone che gestiscono la politica. O per dirla in altri termini, la politica è gestita dalle stesse persone che controllano la mafia.
"Inganno". Bedrogh, Valscheyt.
Invertendo i fattori il risultato non cambia. Dobbiamo dimenticare la mafia di quarant’anni fa, quella del delitto e dell’uomo d’onore, oggi la mafia è una transnazionale miliardaria gestita e controllata da personaggi in giacca e cravatta, da manager di altissimo livello con numerose lauree e master, banchieri internazionali intoccabili e inavvicinabili. Questa è la mafia. Ogni tanto per tenere buone le masse di capre(tosate giornalmente), permettono degli arresti eccellenti, ieri Brusca oggi Provenzano, domani chissà. Ma alla fine cosa cambia ai vertici? Assolutamente nulla. I loro intrallazzi continueranno tranquillamente a farli e questo è permesso loro dai burattini della politica, cioè, per usare le parole del poeta Ezra Pound, dai camerieri dei banchieri. Esseri umani privi di coscienza che come cellule cancerose impazzite vanno alla ricerca del potere, creando metastasi qua e là. Siccome il Re è nudo, e siccome Giulio ha perduto il posto al Senato, mi piacerebbe tanto vederlo al Colle. Che ne dite: al posto di Ciampi il sempreverde Andreotti? Approfitto dell’occasione quindi per fare un appello in favore del senatore a vita e invito la coalizione della cosiddetta sinistra(la stessa finanziata dai poteri bancari internazionali come Goldman Sachs e da personaggi loschi e pericolosi come l’ungaro-statunitense George Soros che ha finanziato con un milione e mezzo di euro la campagna del partito spudoratamente funzionale alle strategie anglo-americane, la Rosa nel pugno)di farci un pensierino. In un colpo solo potrebbero da una parte avvicinare la sinistra alla destra e dall’altra dare il giusto epilogo ad una saga(quella del padrino)che durata da troppo tempo.
Procuratore antimafia Pierluigi Vigna. Fonte: Repubblica
Leggendo quanto ha scritto il procuratore Vigna un senso di sconforto mi ha invaso... Se nemmeno un Procuratore antimafia puo' nulla contro certi loschi individui chi potrà salvarci!? La mafia e' come un drago che sputa fuoco e tiene soggiogata la povera gente ai propri voleri.. O ai voleri di chi per lui. Nella leggenda di San Giorgio gli uomini consapevoli della crudelta' del drago simbolo del male pagavano giornalmente un tributo per non incorrere nella sua ira.. Si narra che al drago venissero offerti ogni giorno due agnelli e che quando questi scarseggiavano "le genti" fossero costrette a sacrificare i propri figli, fin quando un giorno San Giorgio affronto senza paura la spaventosa belva uccidendola... Così i genitori vengono dissanguati dalle mafie in modo legale e non e a volte sono costretti a sacrificare il futuro dei propri figli.. Curiosa quanto triste allegoria dei nostri tempi. Sarebbe bello sperare in un santo che ci salvi dalla MAFIA ma nessuno puo' salvarci se non noi stessi.. Ci sono già stati uomini che si sono immolati cercando di sconfiggere il drago ma sono stati uccisi.. Uccisi piu' che dalla mafia dall'avidità degli uomini e dalla dimenticanza.. Uomini cosi coraggiosi da sacrificare la propria vita per un ideale... Ma cosa hanno ricevuto in cambio?! Molti li hanno già dimenticati e così dopo lo scandalo di tangentopoli si è tornati in meno di 10 anni a un sistema elettorale che gioca di nuovo a favore dei partiti... Ci stanno ingannando e noi tutti facciamo finta di non vedere o peggio giriamo il capo per paura di renderci conto dello schifo che ci circonda... Uniamoci e lottiamo ma soprattutto impariamo la lezione: quando si cerca un mafioso non bisogna cercare solo tra la gente di umili origini ma bisogna saper scrutare anche tra la gente piu' insospettabile e colta perche' la mafia come ogni organizzazione con scopo di lucro è fatta a scalini.. C'è chi fa il lavoro sporco e chi conta i soldi... Si parte dal picciotto per arrivare man mano che si sale alle menti diaboliche che orchestrano tutto grazie alle loro posizioni di prestigio ed ai tanti amici politici.. Provenzano è solo il boss dei picciotti.. Ma chi è il boss di Provenzano? Un Mondo LiberoUn Mondo Libero
Un mondo libero…E' quello che sognamo ma non siamo nemmeno lontanamente vicini al raggiungimento di quel sogno. Una parte del mondo è in guerra, mentre più ad occidente quasi racchiusa in un muro di falsità vive una civiltà che pensa di essere in pace, di non rischiare.. Gente che per vivere crede basti un lavoro sicuro, una famiglia e l’approvazione dell’altra gente. Simboli di questa ipocrisia, quasi icone dello stato di confusione in cui l’umanità si trova sono gli uomini che vivono ai due opposti del globo.. Il capitalista in giacca e cravatta che ha spostato lo scontro per la propria affermazione, dalle Arene dell’antica Roma ai tribunali di tutte le "città civili”…O nelle conferenze politiche in cui persone piene di interessi propri decidono per altre persone non ascoltate; a questo uomo del futuro pieno di morale ma privo ormai di umanità si oppone il simbolo della violenza, la definizione stessa di inciviltà, il terrorista.. Attenzione non l’islamico ma il “terrorista” perchè oltre a quelli che tagliano le teste e che ormai stanno diventando, nell’altra parte del mondo quasi famosi, ne esistono tanti altri e di tutte le nazionalità, tanti per ogni guerra che adesso, in questo momento, si sta combattendo. Sì proprio così, la guerra che l’America ci ha regalato.. Che ancora oggi provoca morte e sofferenza, quella per scovare le armi di distruzione di massa…Quella che come unica vera vittoria ha portato alla caduta del dittatore Saddam Hussein, non è che una delle guerre che oggi affliggono il pianeta. La guerra in Iraq è solo la più famosa, eppure questa celebrità, tutto questo clamore non impedisce a pochi uomini di fare i propri interessi...Tutto è iniziato l’11 settembre di pochi anni fa quando un gruppo di uomini guidati da un ideale e raggirati da qualcuno con grandi interessi (economici e politici) compirono la strage delle Twins Towers... Di lì tutto è precipitato nel caos. Sì perché all’interno delle false mura gli uomini spaventati si sono fatti guidare da principi e da leaders non umani…E così sono scoppiate guerre “preventive” guidate solo da interessi economici. RIFLESSIONE: L’America e tutti gli alleati liberano l’Iraq dalla dittatura, in seguito però invece di dare, anzi di restituire agli iracheni ciò che gli apparteneva, gli alleati “tutti”, quelli che sono scesi in guerra e quelli che hanno dato il loro appoggio diciamo così politico (Francia e Germania), aprono una vera e propria “discussione costruttiva” su chi abbia più diritti a partecipare agli appalti per la ricostruzione dell’Iraq... Ricostruzione che sarebbe dovuta essere lasciata nelle mani del nuovo e libero governo Iracheno, ma questo è un altro sogno o forse è solo utopia. Oggi possiamo solo accertare che le trasformazioni socio-culturali e politico-filosofiche in atto devono necessariamente essere accompagnate da trasformazioni socio-economiche; una visione più umanistica dell’ambiente che ci porti a valutarlo non come un problema ma come elemento primario per la nostra sopravvivenza, più importante della realizzazione personale, più importante del concetto di proprietà privata o pubblica; fuori dal concetto stesso di proprietà e più legato invece al concetto di assistenzialismo. Purtroppo non ci sono mai state ad oggi trasformazioni economiche rilevanti senza trasformazioni politiche (rivoluzioni dei sistemi di potere); cosi per assurdo invece di dare impulso a questa rivoluzione concettuale già si pensa alla prossima guerra da fare in nome di falsi principi… Al prossimo obiettivo mediorientale da colpire (IRAN) come se i potenti giocassero una partita a risiko.. Se è vero che siamo più evoluti degli animali è altrettanto vero che per certi comportamenti siamo ancora molto simili, forse solo meglio “organizzati”. Tra attacchi batteriologici e chimici potremmo dire che la guerra fredda non è mai finita, sono solo cambiati gli attori e i procedimenti. Infatti oltre ai due blocchi contrapposti, in cui l’America è rimasta elemento fisso, sono cambiate le armi, ma soprattutto gli attacchi, non più solo minacciati, come in passato, ma consumati nella loro macabra ritualità; non più scontri tra agenti segreti per carpire informazioni che pure facevano vittime innocenti, ma uomini che forse senza più speranze si lasciano esplodere in mezzo a decine di innocenti. Strano, l’essere umano può essere tanto determinato quanto stupido. Altro che guerra fredda, qui l’atmosfera è rovente! E nessuno ci può salvare se non noi stessi. L’umanità già oggi potrebbe vivere della propria conoscenza, nutrirsi senza più sudare o comunque quasi senza sforzo eppure i soliti interessi privati o di determinate comunità quali le classi dirigenti, i gruppi mafiosi o terroristici, alcuni politici e la stessa chiesa bloccano i nostri sogni; tutti questi interessi e altri ancora non ci permettono di crescere… Di migliorare. Il fatto è che non siamo pronti, siamo ancora animali; senza uno scopo…Senza riferimenti siamo persi. Abbiamo ancora bisogno di una guida, di qualcuno che ci prenda per mano e ci porti da qualche parte non importa dove magari anche in posti sbagliati basta non fermarsi, chi si ferma è perduto ma capita anche che chi corre non ragiona, non gode, non capisce. Per fortuna o come per una sorta di giustizia divina la vita regala belle giornate, giorni in cui i problemi sembrano non esistere. Giorni che cancellano le ingiustizie perché ci offrono emozioni.. Ma a tutti o solo da questa parte del muro.
Il muro è alto e già molte volte ha preso sembianze terrene, prendendo forme e dimensioni diverse ma che fondamentalmente avevano come comune scopo quello di dividere. Mentre i muri terreni si abbattono e si alzano continuamente il muro o i muri spirituali, quelli che dividono continenti e nazioni, culture e religioni, si alzano ma difficilmente si abbattono. Il muro è falso ma è anche reale perché produce effetti. Io comunque continuo a sognare un mondo libero, da ogni restrizione mentale guidata dall’incomprensione o dall’ignoranza. E voi che sognate ? ? ? ? ?
Il miglior acquisto della mia vita!
La settimana scorsa bazzicavo su e-bay e per caso ho scoperto che era possibile acquistare una copia digitale del libro "L'ODORE DEI SOLDI" (sottotitolo: Origini e misteri delle fortune di Silvio Berlusconi) di Marco Travaglio e Elio Veltri. Per chi non conoscesse gli autori dico solo che Elio Veltri, medico chirurgo, è stato eletto alla Camera dei deputati nelle liste dell'Ulivo; è membro delle Commissioni antimafia e giustizia e si occupa in particolare della lotta alla corruzione. Mentre Marco Travaglio, giornalista de La Repubblica, collabora con L'Espresso e con Micromega; ha seguito le principali vicende politico-giudiziarie dell'ultimo decennio. Sono stato felice di vedere che, anche se solo su internet, si ha ancora la libertà di leggere cio' che si vuole... Forse non tutti sanno che La presentazione di questo libro durante una puntata del suo Satyricon costò poi a Luttazzi l'anatema di Berlusconi con le relative conseguenze (e cioè chiusura del programma e una querela per 10.000.000 di euro alla casa editrice con l'unico scopo non dichiarato di bloccare la pubblicazione del libro). Ma su quali scomode verità questo libro cerca di fare luce? Nel libro si può leggere la trascrizione di un'intervista rilasciata da Borsellino poco prima del suo assassinio il cui contenuto merita probabilmente attenzione, e poi le trascrizioni degli interrogatori di Dell'Utri e Berlusconi, ed altro ancora. Così ho deciso di partecipare all'asta e me la sono aggiudicata (per la modica cifra di euro 1,30); oggi ho ricevuto l'e-mail con in allegato l'e-book, ancora non lo leggo quindi non mi esprimo ma conoscendo il lavoro di Marco Travaglio sono certo della concretezza dell'opera... Sono certo di aver fatto il miglior acquisto della mia vita. Ora giusto il tempo di fotocopiare il libro ed inizierò a leggerlo; Concludo il post con frasi vere (di personaggi diciamo solo "ambigui") riportate all'inizio del libro... Come presentazione. "Per me Berlusconi era proprio come un parente. La fiducia che aveva in me era pari a quella che io avevo in lui e nella sua famiglia. A Berlusconi ci voglio bene, fino ad oggi. E' una persona onesta, scrivetelo" (Vittorio Mangano, boss della famiglia di Porta Nuova, condannato a due ergastoli per mafia, omicidio e traffico di droga, "Corriere della sera", 14 luglio 2000).
"Anziché occuparsi di rapine e spaccio di droga, ci sono magistrati che preferiscono perseguitare Berlusconi e altre persone che danno loro visibilità [ ... ]. L'obbligatorietà dell'azione penale non esiste [ ... ]. E nelle cose che sia il governo a definire gli indirizzi della lotta alla criminalità [ ... ]. E' ragionevole che tocchi al governo indicare le priorità da seguire nella tutela del cittadino, rivolgere le opportune raccomandazioni a chi ha il compito della repressione" (Marcello Dell'Utri, "la Repubblica, 6 dicembre 2000).
"La verità è che se Berlusconi non fosse entrato in politica, se non avesse fondato Forza Italia, noi oggi saremmo sotto un ponte o in galera con l'accusa di mafia. Col cavolo che portavamo a casa il proscioglimento nel lodo Mondadori" (Fedele Confalonieri, "la Repubblica" 25 giugno 2000). War in East, War in West.....
Il Mondo in Guerra
Oggi si spara, e si muore, in Palestina, Iraq, Afghanistan, Kurdistan, Cecenia, Georgia, Algeria, Ciad, Darfur, Costa d’Avorio, Nigeria, Somalia, Uganda, Burundi, Congo (R.D.), Angola, Pakistan, Kashmir, India, Sri Lanka, Nepal, Birmania, Indonesia, Filippine, Colombia. E non solo. Questi conflitti sono costati la vita, finora, a più di cinque milioni e mezzo di persone. Se si aggiungono le guerre conclusesi negli ultimi cinque anni (Sierra Leone, Liberia, Sud Sudan, Congo Brazzaville, Eritrea-Etiopia, Casamance) il bilancio delle vittime sale a sette milioni e settecentomila morti.
Per visualizzare la mappa ingrandita clicca qui Sulla Cartina sono riportate tutte le zone dove PACE è solo una parola;
"War in East, War in West"
Anno nuovo vita nuova!!! Le odio le frasi fatte... Danno l'illusione che tutto sia possibile senza sforzi mentre in realtà ogni cambiamento richiede sempre grandi sforzi!
Il 2006 è iniziato e ad oggi ci sono ancora 28 conflitti che si combattono nel mondo; i Mass Media soffermano la loro attenzione sull'Iraq mentre si muore ogni giorno in tutto il globo per guerre di interesse, molto spesso orchestrate da grandi multinazionali, tutto in nome del Profitto! poco importa se per guadagnare ci si sporca le mani di sangue innocente..
Ecco in freddi dati il bollettino di morte di queste guerre: Medio Oriente 1. Palestina: 4.700 morti in 4 anni e mezzo 2. Iraq: 20 mila morti in 2 anni 3. Afghanistan: 20 mila morti in 3 anni 4. Kurdistan (Turchia): 40 mila morti in 20 anni Europa 5. Cecenia: 250 mila morti in 11 anni 6. Ossezia del Sud (Georgia): 1.000 morti in 15 anni Africa 7. Algeria: 150 mila morti in 13 anni 8. Ciad: 50 mila morti in 40 anni 9. Darfur (Sudan): 70 mila morti in un anno 10. Costa d’Avorio: 3 mila morti in 3 anni 11. Nigeria: 15 mila morti in 12 anni 12. Somalia: 400 mila morti in 15 anni 13. Uganda: 10 mila morti in 20 anni 14. Burundi (ribelli hutu): 300 mila morti in 12 anni 15. R.D.Congo: 3,5 milioni di morti in 7 anni 16. Angola: 30 mila morti in 30 anni Asia 17. Waziristan (Pakistan): 1.000 morti in un anno 18. Kashmir (India): 80 mila morti in 15 anni 19. Assam, Nagaland, Tripura (India): 11 mila morti in 25 anni 20. Sri Lanka: 65 mila morti in 22 anni 21. Nepal: 10 mila morti in 9 anni 22. Birmania: 30 mila morti in 55 anni 23. Aceh (Indonesia): 15 mila morti in 15 anni 24. Papua Occ. (Indonesia): 100 mila morti in 35 anni 25. Isole Moulcche (Indonesia): 5 mila in 5 anni 26. Filippine sud: 150 mila morti in 35 anni 27. Filippine nord: 25 mila morti in 15 anni America 28. Colombia: 150 mila morti in 30 anni.
In un post precedente ho definito il fenomeno del Signoraggio come il male del mondo... In quest' ottica Le guerre sono lo sfogo di tale male, L'avidità! Non dimentichiamo gli innocenti che muoiono ogni giorno; non dimentichiamo chi siamo o ci perderemo.. WAR IS BAD!
Tutto il Materiale utilizzato è consultabile su:
"Tutto quello che serve al Diavolo per trionfare è che gli uomini buoni non facciano niente."
Presentazione del blog.Ciao a tutti, belli e brutti!
Mi chiamo Francesco e come voi vivo in questo pazzo mondo senza capirci a volte molto.. buttato a destra e a sinistra dalle mareggiate del destino; Con questo Blog voglio dimostrare che il destino non esiste e che chiunque è artefice del proprio futuro. Credo che un blog possa darmi modo di comunicare in maniera costruttiva con la gente..
ok si parte...buon viaggio!
il primo post che vi propongo lo scritto di getto dopo una puntate sterile di Porta a Porta.. ci vorrebbero più trasmissioni come Report e non fantomime come porta a porta...pensando a tutto questo non ci ho visto piu'!
Europa Unita... orami parlare di un unione spirituale e politica dei territori europei e sempre più un utopia; il mondo va verso l'apocalisse citata da tutti i testi sacri per mano degli esseri umani e l'Europa sarà la maggior responsabile di questa fine annunciata. Quello che voglio dire è che l'Europa non riesce a svolgere o forse non vuole svolgere quel ruolo di leadership che ormai la moneta unica le ha conferito, rimaniamo sempre un continente satellite che non riesce a vedere oltre gli stati che lo compongono. La paura dei singoli stati di perdere porzioni di autorità (riferendomi ai governi) e di benessere (riferendomi ai cittadini) fa si che il nostro continente invece che far da guida in questo periodo oscuro della storia umana funga quasi da laboratorio in cui far crescere forte l'odio e l'indifferenza. Odio di persone che nel nostro continente si trasferiscono alla ricerca di una nuova vita ma che poi trovano solo un luogo in cui meditare vendetta.. e Indifferenza della gente che nata fortunata crede che tale fortuna non generi nessun obbligo, nessuna responsabilità. L'Italia è l'esempio perfetto di questo menefreghismo globale; un paese governato da incapaci o da persone che hanno come unico interesse il proprio tornaconto personale...mentre la gente "fortunata" se ne frega impegnata a vivere vite piene di materialismo come la società rigorosamente impone. Un paese in cui la libertà di pensiero é solo una parola. Il mio dito punta sull'Italia per motivi giustificati oltre che palesi; il bel paese più di tutti in Europa e nel mondo dovrebbe spingere verso energie pulite essendo uno dei maggiori importatori mondiali di greggio e non avendo quasi fonti di tale idrocarburo..e invece per tutelare interessi di pochi fa finta di niente, e anzi spinge ancora il consumo di diesel; è ancora punto il dito e con forza sullo STIVALE perchè invece di avere un pensiero solidale o almeno cercare un punto di incontro con gli altri stati europei su temi come la guerra in Iraq, o il trattato di Kioto o ancora sulle politiche economiche e sociali è alla ricerca costante di alleati oltre oceano. Cerchiamo di "arruffinarci" l'amicizia di un presidente, quello americano che più di tutti dovrà portare d'avanti a Dio (il Dio nel nome del quale ha la presunzione di combattere) le sue responsabilità per morti ancora fresche e che a oggi non sembrano trovare fine...morti che hanno come unica giustificazione interessi Economici di pochi come sempre e non di molti.
L'Italia è l'unico paese della coalizione creatasi contro Sadam che ancora non ha subito attacchi terroristici; L'ancora era voluto naturalmente perchè credo che non manchi molto a tale triste avvenimento ma ce qualcosa se è possibile che mi spaventa ancora di più di questa possibilità. Mi spaventa il fatto che sia per l'attentato di Madrid che quello verificatosi a Londra tutte le tracce portassero sempre al nostro paese...Lombardia per lo più; questo mi spaventa perchè vuol dire che il nostro paese già famoso per la mafia più che per le bellezze artistiche e geografiche possa essere visto a livello internazionale come terra di nessuno...come avamposto di qualsiasi ideologia e fanatismo, una terra in cui tutti sono padroni perchè tutti sono vittime. Questo mi spaventa tantissimo.
Non C'è speranza in un presente senza ideali e senza speranza la fine del mondo è gia arrivata... e come se vivessimo un purgatorio che da la possibilità a chi ci crede e a chi lotta per cambiare il futuro della terra il passaporto per il paradiso. In una situazione tecnologica che potrebbe permettere agli uomini di non lottare più..di vivere solo per accrescere le proprie conoscenze la razza umana sta per estinguersi; stiamo uccidendo noi stessi e nessuno fa niente. Il vero male del nostro secolo non sono i malvagi e gli approfittatori, quelli sono sempre esistiti..il vero male è il menefreghismo globalizzato, in un mondo in cui le informazioni viaggiano a velocità pazzesche che sempre più si avvicinano alla velocità della luce l'umanità non è mai stata più ceca..o sarebbe meglio dire accecata; accecata dai propri interessi ma anche da una classe dirigente che insegue solo il proprio Ego, le proprie miscredenze. Una classe dirigente che di tale ha solo il nome e il potere economico ma non ha le caratteristiche più importanti e cioè capacita, intelligenza, spirito di sacrificio, saggezza, amore per il prossimo e maturità sociale.
L'unica salvezza e la Rivoluzione; questo termine mi spaventa perchè porta con se violenza e periodi di anarchia ma se tutto deve finire e sopratutto se la razza umana non è in grado di evolversi tramite una rivoluzione puramente Culturale di cui nel corso della storia abbiamo avuto gia numerosi precursori da Gesù a Gandhi allora preferisco lottare...lottare contro quelli che sono nei palazzi del potere...lottare fino alla morte contro chi a preso possesso del potere in nome della democrazia ma che invece vive solo per il danaro. Contro di loro l'unica arma e la pazzia della folla! La folla sempre innocente, quella folla che ghigliottina la classe dirigente francese durante quella che fu la rivoluzione popolare piu famosa ad oggi è l'unica capace di spaventare chi non teme nemmeno la legge perchè è al di sopra di essa grazie a leggi fatte ad personam. |
|
|