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Speranza e Rivoluzione™

La Sabbia è Oro per Chi non sa...
Photo 1 of 2

La Città dei BALOCCHI

 
 I amsterdam  
 
 
 
 
 
 
"Amsterdam heeft het"
 
 
 

 

Coffeeshop in Olanda è sinonimo di locale dove la cannabis è legalmente venduta e consumata. Le droghe leggere non sono legalizzate ma ‘tollerate’ se consumate in modo discreto: ad esempio i Coffeeshop possono tenere legalmente fino a 500 grammi di marijuana e venderne fino a 5 grammi ad un cliente (purché maggiorenne). La maggior parte dei Coffeeshop (molti dagli interni davvero particolari, dall’etnico allo psichedelico) non vende alcolici, sono disponibili solitamente bevande analcoliche e snack.
 
 

 

SUBSONICA - Preso Blu

 

  Photo by: cflagondola.it

Ma quanta arroganza si spreca, per quali mediocri orizzonti, il senso di vaga impotenza, di un giorno di pioggia, al gusto di pioggia, in giorni di pioggia.
Con quali blindate paure confonde l' amaro tra i denti, l'insipido blu polizia, di un giorno di pioggia, al gusto di pioggia, in giorni di pioggia.
ma sai dirmi dove sei, se ti chiedo dove sei,
ti nascondi dove sei.
Il vuoto delle tue certezze tra le tue pareti che ora inchiodano il silenzio tra noi due disordine interiore ma ordine nel paese prigioni tribunali cellulari o forse chiese, paura della morte, paura della vita paura che la vita sfuggendo tra le dita, paura che diversa sarebbe anche possibile, paura del diverso paura del possibile.
In quali silenzi riecheggia la rabbia delle tue certezze, perché non ci provi ad arrenderti a un giorno di pioggia, al gusto di pioggia, in anni di pioggia.
 
 

CUBA

HASTA SIEMPRE

 

"Una terra Piena di contrasti che trova nella passione l'icona di una generazione..
Un Paese da visitare e scoprire. Un mondo che non c'è, dove allegria e tristezza si fondono in un tutto senza distinzione alcuna.. Dove i ritmi caldi di musiche lontane danno vita e speranza a un nuovo mondo".
 
Hasta Luego.

 

 

La Repubblica di Cuba è un arcipelago dei Caraibi settentrionali, posto tra il Mar dei Caraibi, il Golfo del Messico e l'Oceano Atlantico. Verso nord si trovano gli Stati Uniti e Bahamas, ad ovest il Messico, a sud le Isole Cayman e la Giamaica, e a sud-est Haiti.
 
Il suo territorio è prevalentemente pianeggiante, con colline e montagne, che si ergono per la maggior parte nella zona sud-orientale. Nella zona occidentale, corrispondente alla provincia di Pinar del Río, si estende una cordigliera che si allunga parallela alla costa per 180 Km.Qui il paesaggio è caratterizzato dai mogotes, scoscese formazioni calcaree a pan di zucchero, ricoperte di vegetazione. Tutta la costa meridionale è sormontata dalla catena più elevata dell’isola, la Sierra Maestra, che incombe scoscesa sul litorale.

 

La forma allungata dell’isola, la sua disposizione sull’asse est-ovest e la modesta differenza di latitudine fra le sue estremità, rendono l’isola uniforme dal punto di vista climatico, caratterizzato dal soffio costante degli Alisei che provengono dall’Oceano Atlantico. Il clima tropicale viene diviso in due stagioni, secco nel periodo invernale, da novembre ad aprile e umido da maggio a ottobre. Le temperature sono comprese tra 20 e 30 gradi e le precipitazioni sono abbondanti e di forte intensità nel periodo estivo. La temperatura dall’acqua del mare, anche per la presenza della vicina corrente del Golfo, oscilla tra i 26 gradi d’inverno e i 28-30 del periodo estivo. Durante la stagione umida, in particolare fra settembre ed ottobre, si possono verificare gli uragani, sistemi depressionari molto profondi, di estensione variabile tra i 150 e i 600 Km di diametro, che riescono a sviluppare venti di straordinaria intensità (fino a 300 Km l’ora) e piogge torrenziali inondanti, che causano gravi problemi alla popolazione cubana.
 

 

 

L'economia cubana è essenzialmente statale. Il Consiglio di Stato ha intrapreso delle riforme limitate in anni recenti per frenare l'eccesso di liquidità, incrementare l'efficienza delle imprese ed alleviare la seria mancanza di cibo, beni di consumo e servizi, ma non è intenzionato al passaggio all'economia di mercato. Una caratteristica saliente dell'economia è il contrasto tra i settori relativamente efficienti del turismo e delle esportazioni, e i settori domestici inefficienti. L'economia cubana venne colpita duramente nei primi anni '90 a seguito del collasso dell'Unione Sovietica e del blocco economico del Comecon, con il quale commerciava di preferenza. L'embargo statunitense (chiamato Bloqueo dai cubani), in vigore dai primi anni '60, impedisce all'economia cubana di svilupparsi bloccando l'import-export da e verso gli USA. Nell'ottobre 2007 l'Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha approvato per la 16esima volta una mozione (184 voti favorevoli, 3 assenti, 4 contrari Isole Marshall, Israele, Palau, Stati Uniti, e l'astensione della Micronesia) per chiedere agli Stati Uniti la cessazione dell'embargo[2]. Problemi più recenti comprendono l'alto prezzo del petrolio, la recessione nei mercati chiave per l'esportazione come zucchero e nichel, i danni provocati dagli uragani, il turismo depresso e le instabili condizioni economiche mondiali. Tra la fine del 2003 e l'inizio del 2004, sia i livelli del turismo che i prezzi del nickel sono aumentati, cosi come il commercio cubano con gli USA, a dispetto dell'embargo finanziario e commerciale. Forti legami commerciali sono stati intrapresi dal governo con il Venezuela del presidente Chávez, in un'ottica pan-iberoamericana. Un altro importante fattore nella ripresa dell'economia cubana sono le rimesse degli emigranti.

Tratto da: WIKIPEDIA

 

 

Tutto Scorre..

 

Un giorno che per sempre ci ricordera'

come la pace sia solo una parola difronte all'idiozia umana..

 

New York WALL - Picture by Speranza&Rivoluzione

 

11 Settembre

 

Occhi lucidi alzati al ciel
contemplano increduli gesti ignobili di mente umana
nube di polvere miscuglio di grida
anime perse e travi di ferro,
 
DISPERAZIONE
 
si afflosciano al suolo
dinanzi a tanta crudeltà.
 

Daniele Silvestri - Il mio NEMICO

 

Picture by: RARAMENTE

 

Finché sei in tempo tira
 e non sbagliare mira
 probabilmente il bersaglio che vedi è solo l'abbaglio di chi da dietro spera che tu ci provi ancora perché poi gira e rigira gli serve solo una scusa.. La fregatura è che è sempre un altro che paga e c'è qualcuno che indaga per estirpare la piaga però chissà come mai qualsiasi cosa accada nel palazzo lontano nessuno fa una piega serve una testa che cada e poi chissenefrega la prima testa di cazzo trovata per strada serve una testa che cada e poi chissenefrega
la prima testa di cazzo trovata per strada.
 Se vuoi tirare tira ma non sbagliare mira
 probabilmente il bersaglio che vedi è solo l'abbaglio di chi da dietro giura che ha la coscienza pura ma sotto
quella vernice ci sono squallide mura..
 
 
"La dittatura c'è ma non si sa dove sta non si vede da qua,
non si vede da qua!" 
 
"La dittatura c'è ma non si sa dove sta non si vede da qua,
non si vede da qua."
 
 
 il mio nemico non ha divisa ama le armi
 ma non le usa nella fondina
tiene le carte visa e quando uccide
non chiede scusa il mio nemico non ha divisa
 ama le armi ma non le usa
 nella fondina tiene le carte visa
e quando uccide non chiede scusa..
 
 
E se non hai morale e se non hai passione,
se nessun DUBBIO ti assale perché la sola RAGIONE che ti interessa avere è una ragione sociale
 
soprattutto se hai qualche
dannata guerra da fare
 
 
 non farla nel mio nome
non farla nel mio nome
 
 
che non hai mai domandato la mia autorizzazione
 se ti difenderai
 non farlo nel mio nome
che non hai mai domandato la mia opinione.
 
 
 ..Finché sei in tempo tira
 e non sbagliare mira
(sparagli Piero, sparagli ora)
finché sei in tempo tira e non sbagliare mira
(sparagli Piero, sparagli ora)
 
 
il mio nemico non ha divisa ama le armi ma non le usa nella fondina tiene le carte visa e quando uccide non chiede scusa il mio nemico non ha divisa ama le armi ma non le usa
nella fondina tiene le carte visa
e quando uccide non chiede scusa
 
il mio nemico non ha nome non ha nemmeno religione e il potere non lo logora..
il potere non lo logora
 
il mio nemico mi somiglia è come
 me lui ama la famiglia e
per questo piglia più di ciò che da.. 
 
 
E non sbaglierà
ma se sbaglia un altro pagherà
e il potere non lo logora
il potere non lo logora. 
 

Picture by: lasvoltaumanista

 

QUEEN - THE SHOW MUST GO ON

 

 

Spazi vuoti, per cosa stiamo vivendo?
Luoghi abbandonati..
Suppongo che noi conosciamo il risultato.
Senza sosta,
qualcuno sa cosa stiamo cercando?
Un altro eroe, un altro stupido reato Dietro la tenda,
nella commedia (farsa).
Resta in linea, qualcuno lo vuole ancora?
 
 
Lo spettacolo deve andare avanti,
 
Lo spettacolo deve andare avanti, Dentro,
il mio cuore è rotto Il mio trucco potrebbe scrostarsi
Ma il mio sorriso regge ancora.
Qualsiasi cosa succeda, lascerò tutto ciò
 per rischiare Un altro mal di cuore,
un’altra storia fallita Senza sosta,
qualcuno sa cosa stiamo cercando?
Suppongo di stare imparando,
devo essere più caloroso ora.
Presto sarò una svolta, gira l’angolo ora Fuori,
l’alba sta scoppiando.
Ma dentro nel buio sto soffrendo
per essere felice.
 
 
Lo spettacolo deve andare avanti.
 
Lo spettacolo deve andare avanti.
 
 
Dentro il mio cuore è rotto Il mio trucco potrebbe scrostarsi Ma il mio sorriso regge ancora.
La mia anima è colorata come le ali delle farfalle.
Le fiabe di ieri invecchieranno,
ma non moriranno mai
Posso volare amici miei.
 
 
Lo spettacolo deve andare avanti.
 
Lo spettacolo deve andare avanti.
 
 
Lo affronterò con un sorriso.
Non sto mai cedendo.
Su con lo spettacolo.
Salderò il conto, esagererò..
Devo trovare la volontà di andare avanti.
 
Lo spettacolo deve andare avanti…
 
 

 
 
 

V. Van Gogh - Paesaggio marino

 

 

Quando penso al mare penso alla voce delle onde...
 
 
 
 

 

Vincent Van Gogh

 

"The THING"

 

 

 
Interpreti: Kurt Russell, Keith David, Wilford Brimley,Richard Dysart, Richard Masur
 
USA 1982
 
 
 
 Antartide: la quiete di una base scientifica americana viene interrotta dall’arrivo di un equipaggio norvegese che tenta di uccidere un husky, apparentemente senza motivo. L’elicottero esplode in un incidente e l’equipaggio rimane ucciso senza riuscire a spiegare le motivazioni di quel gesto, mentre il cane viene accolto all’interno del campo. Il pilota McReady ed il dottor Copper, si recano al campo norvegese per indagare sui motivi di quella follia. Troveranno orrori agghiaccianti, un sarcofago di ghiaccio ed un mucchio di materiale cartaceo e video. Intanto l’husky, che era stato condotto nel canile, muta in un’orribile creatura che attacca gli altri cani del campo, e riesce a fuggire. La videocassetta trovata nella base norvegese svela il ritrovamento di un'astronave che conteneva il corpo congelato di un essere alieno, situato nel sarcofago. Uno degli scienziati della base scopre che si tratta di un organismo alieno che usa assimilare le caratteristiche cellulari delle proprie vittime per sostituirsi a loro, mutando ed imitando qualsiasi forma di vita con la quale entra in contatto. Il terrore inizia a serpeggiare nella base, la contaminazione è iniziata, ogni componente diffida dell’altro...”la cosa” è in grado di assimilare chiunque. Straordinario rifacimento de “La cosa da un altro mondo” (1951) di Christian Nyby, è da considerarsi uno dei film più riusciti del regista americano, che purtroppo non sempre è stato in grado di toccare simili vette. Interessante il parallelismo con un altro capolavoro fanta–horror di quel periodo, ovvero “Alien” (1979) di R.Scott. E’ incredibile quanto il confronto tra questi due film metta fortemente in evidenza una profonda differenza di stili e di approcci, ed al tempo stesso un enorme talento che accomuna i due grandi registi, ognuno a loro modo. Prendiamo per un attimo in considerazione l’aspetto prettamente visivo del loro stile registico: lì dove Scott tende ad ombreggiare, a filtrare la luce, sempre fortemente orientato ad una maniacale e pur sempre personalissima scelta fotografica, Carpenter è assolutamente diretto, freddo, quasi documentaristico, volutamente asettico.

 

 

Il suo approccio all’immagine non lascia nulla al caso, mettendo in evidenza dettagli fortemente definiti, crudi ed essenziali. Ma forse ancor più straordinario è l’evidente (forse non a tutti) matrice Lovecraftiana che lega questi due eccezionali lavori: che siano alieni di Scott o di Carpenter ci troviamo comunque di fronte a qualcosa di estremamente antico, sopito da tanto (troppo) tempo, e con un evidente comune denominatore: l’ostilità. Una descrizione abbastanza calzante per i “Grandi Antichi” che popolavano le storie dello scrittore di Providence. Se però in Alien la creatura infiltratasi nell’astronave “Nostromo” voleva uccidere e basta, liberando il potenziale distruttivo della sua specie senza nessun secondo fine, la “cosa” Carpenteriana vuole soprattutto sopravvivere. Sarà questo un elemento continuamente presente in tutto il film: umani e alieni, una specie che vuole prevalere, o meglio sopravvivere all’altra, con tutti i mezzi a propria disposizione. Si delinea l’amara metafora che il regista americano vuol dare della realtà: il nemico è colui che ti siede accanto, tutto ciò che sembra esserti noto e familiare non è quel che sembra. La crisi di identificazione della società si va sgretolando, come nel film va emergendo sempre più la diffidenza e la totale estraneità verso il prossimo. ”Nessuno si fida più di nessuno” confessa McReady al microfono del registratore a nastro, unico baluardo di certezza in una realtà sempre più precaria. Il livello di tensione, di smarrimento e di claustrofobia che viene raggiunto ha pochi eguali nella storia del cinema fantastico: Carpenter gioca con lo spettatore mutando continuamente i punti di riferimento che istintivamente si creano guardando un film, spostando continuamente il sospetto su ognuno dei 12 componenti della base. La "cosa" può essere chiunque, può essere ovunque senza che tu te ne possa rendere conto: ciò che sembra essere non è...I riferimenti letterari non si esauriscono di certo con Lovecraft: “La cosa da un altro mondo” di Nyby era già direttamente tratto (poco fedelmente) dallo splendido romanzo breve “Chi va là?” (Who goes there?) del grande John W. Campbell. Sopraffino maestro della SF del dopoguerra, Campbell influenzerà decine di grandi esponenti della narrativa fantastica americana: “Chi va là?” resta uno dei suoi racconti più famosi e memorabili (ma ci sarebbe l’imbarazzo della scelta). Carpenter ci regala il più bel tributo che un grande regista può fare ad un grande scrittore: fedeltà alla trama ed al messaggio nella trasposizione cinematografica, personalizzazione di questi elementi secondo i dettami della propria sensibilità artistica. Gli effetti speciali di Rob Bottin e Roy Arbogast sono davvero stupefacenti: considerando che si tratta di un film di 21 anni fa,
gli effetti meccanici e di make-up sono tra i più evoluti
mai visti nella storia del cinema.  

 

La “cosa” cambia in tutto il film almeno una dozzina di forme e aspetti, in un continuo divenire, in una continua metamorfosi della realtà sempre totalmente diversa dalla precedente. Poco presente ma comunque affascinante la colonna sonora di Ennio Morricone, che non gradì il ridottissimo utilizzo che ne fece Carpenter in fase di montaggio. Il film ebbe purtroppo uno scarsissimo riscontro di critica e pubblico quando uscì nelle sale, dovuto senz’altro alla contemporanea uscita di “E.T. l’extraterrestre” di Spielberg. Molto più semplice e rassicurante affidarsi alla giocosa e positiva visione di Spielberg piuttosto che al pessimismo degli orrori Carpenteriani, alla raffinatezza delle sue inquietanti visioni altamente disturbanti. “La Cosa” rimane probabilmente un punto di arrivo del fanta-horror; un riferimento per tutti, un cult-movie assolutamente imperdibile da studiare nei minimi dettagli,
soprattutto ora che è uscito il DVD con più di mezz’ora di
Director’s cut. Intanto,in una recente intervista, sembra che Carpenter abbia manifestato il sogno di realizzare un seguito: attendiamo ansiosi!

 

 

Recensione tratta da: splattercontainer

 

ALMAMEGRETTA - Figli di Annibale

 
 Meridionali

Sangue

 Mediterraneo

 

 

 
 
 grande generale nero
 attraversasti le alpi e ne uscisti tutto intero
 
a quei tempi gli europei
non riuscivano a passarle
 neanche a piedi,
 
ma tu Annibale
 grande generale nero
tu le passasti con un mare di elefanti
 
lo sapete quanto sono grandi
 grossi e lenti gli elefanti?
 
eppure annibale gli fece attraversare le alpi
 con novantamila uomini africani
 
 annibale sconfisse i romani
 restÒ in italia da padrone per quindici o vent’anni
 
 
 
Ecco perchÈ
 molti italiani hanno la pelle scura
 
 
 Ecco perchÈ
 molti italiani hanno i capelli scuri
 
 
 Ecco perchÈ
 molti italiani hanno gli occhi scuri
 
 
 
 un pÒ di sangue di annibale
 È rimasto a tutti quanti nelle vene
 
 
 nessuno puÒ dirmi stai dicendo una menzogna
 
 
se conosci la tua storia sai da dove viene
 il colore del sangue che ti scorre nelle vene
 
 
 durante la guerra pochi afroamericani
 riempirono l’europa di bambini neri 
 cosa credete potesserro mai fare
 in venti anni di dominio militare
 novantamila africani in italia meridionale?
 
  
Ecco perchÈ
 
 noi siamo figli di annibale
 
noi siamo tutti quanti figli di annibale
 
 la pelle scura
 
 capelli neri con gli occhi scuri
 
meridionali sangue mediterraneo
 
 
sangue di africa africa africa....
 
 
 
 
 
Questa bellissima canzone degli "ei fù" ALMAMEGRETTA racconta di un evento che trasformo la nostra terra durante la seconda guerra punica..
Quando il colore della pelle di molte genti del sud di italia
divenne piu' nero spesso per violenza a volte per amore.
 
Tutto si svolse a pochi kilometri dalla mia città...
 

 
 
La Battaglia di Canne fu la più grande battaglia della seconda guerra punica,
combattuta tra Romani e Cartaginesi. Si svolse il 2 agosto del 216 a.C.
con la partecipazione di 80.000 Romani, suddivisi in 8 legioni.
Il luogo della battaglia è controverso: sebbene la gran parte degli storici
lo identifichino con Canne nell'attuale agro della
città di Barletta,in Puglia,nei pressi del fiume Ofanto;
alcuni studiosi, sulla base dei documenti storici e dei
rilevamenti archeologici sostengono sia da identificarsi
più a nord, sulla riva destra del fiume Fortore.
Ad ogni modo la battaglia rappresenta uno
dei migliori esempi di accerchiamento tattico completo della storia militare.
In questa battaglia, vinta dai Cartaginesi comandati da Annibale,
perirono 50.000 Romani,tra i quali lo stesso console Lucio Emilio Paolo,
e la maggior parte di quelli che sopravvissero,
quasi tutti feriti, fu fatta prigioniera.
Solo alcuni, rimasti di guardia all'accampamento,
fuggirono nella città di Canosa.
Annibale perse solo 8.000 uomini,per la maggior parte Galli.
 
 

"Il Guerriero"

 
 

 

 
"Tutte le strade del momdo
conducono al cuore del Guerriero:
 
Egli s'immerge senza esitazioni
nel fiume di passioni che scorre sempre
attraverso la vita.
 
 
 
Il Guerriero sa che
è libero di scegliere ciò che desidera:
 
le sue decisioni sono prese con coraggio,
distacco e, tanlvota,
con una certa dose di follia.
 Accetta le proprie passioni,
e le vive intensamente.
 
 
 
Sa che non è necessario rinunciare
all'entusiasmo delle conquiste:
 
Esse fanno parte della vita,
e ne gioisce con tutti coloro
che ne partecipano.
 
 
 
Non perde mai di vista le cose durature,
e i solidi legami creati attraverso il tempo.
 
 
 
Un Guerrierso sa distinguere
ciò che è transitorio
da quello che è definitivo".
 
 
 
 
 
 

 

 

Vota i RootScall al ROTOTOM SUN SPLASH!!!

 
 

 
 
Ciao a tutti! Inserisco questo POST perchè in questi giorni ho ascoltato ad un concerto un gruppo che mi è piaciuto molto (in più sono anche ragazzi tranquillissimi!) e con il vostro aiuto vorrei aiutarli ad esibirsi al
 
ROTOTOM SUN SPLASH..
 
Mi raccomando VOTATELI E FATE GIRARE il Link per votarli tra i VOSTRI CONTATTI!
 
 
Per votare andate   QUI     Fleggate il nome del gruppo:
 
Root ScaLL
 
 
Ed inserite in basso il vostro indirizzo e-mail ricordandovi in seguito di aprire la vostra posta elettronica per cliccare sul link di conferma!
 
Gli servono 150 voti al momento per suonare nella piu' grande manifestazione REGGAE d'EUROPA! mi raccomando!
 
 
 
Si puo' votare fino al 15 MAGGIO!
 
Ciao e grazie a tutti!
 
 

OMAGGIO A UN SOGNATORE...

"la Proprietà popolare della moneta"
 
 

 

Intervista concessa dal professor Giacinto Auriti (docente universitario di diritto ormai deceduto) a Radio Radicale nel 2000, che non ha avuto nessun seguito nei mass media nonostante la gravità delle dichiarazioini rilasciate dal professore.
 
Professor Auriti:
 "Guardi, io ho presentato un disegno di legge al Senato, alla dodicesima, e ripetuta, alla tredicesima legislatura, per la proprietà popolare della moneta. Questo disegno di legge è fatto di cinquanta parole.
Sono due articoli. Primo articolo, venti parole: "All'atto dell'emissione, la moneta nasce di proprietà dei Cittadini italiani, e va accreditata dalla banca Centrale allo Stato". La parola più importante è la parola "accreditata", che sostituisce la parola "addebitata". Oggi, quando nasce un bambino, appena è nato, ci sono quaranta milioni di debito. Perché? Perché è una truffa all'origine. Io ho denunciato per truffa, falso in bilancio, associazione a delinquere, usura e istigazione al suicidio, Ciampi e Fazio. E allora sono stato invitato a fare una conferenza all'"Hotel delle quattro stagioni" a Rieti, ed è venuto il direttore della banca d'Italia locale… è venuto al microfono. Dico i testimoni, per esempio: il senatore Natali di Ascoli, e il senatore Belloni di Rieti. Duecento persone in sala. Viene al microfono il direttore della banca d'Italia e dice: "Professor Auriti, le devo fare un rimprovero, perché lei ha insinuato che noi della banca d'Italia siamo dei delinquenti". Gli ho detto: "Guardi che è assolutamente falso. Io non ho insinuato. Io ho affermato che voi siete dei delinquenti. E se lei si ritiene offeso, lei mi deve denunciare per calunnia. Perché se lei non lo fa, vuol dire che quello che ho detto è vero. Qui la lotta è mortale. O devo andare in galera io per calunnia, o deve andare lei in galera per truffa. Se no, è inutile che parliamo dello Stato di diritto". Prendiamo atto che ci troviamo in un regime di usura. Perché il Governatore della banca Centrale batte moneta con un costo del denaro del duecento per cento. Perché ci presta il dovuto, quindi distrugge il cento per cento di un credito, e carica dell'altrettanto cento per cento di debito. Questo non è solamente usura. È truffa. E io gliel'ho dimostrato. E quando sono stato chiamato dal procuratore della repubblica di Roma Ettore Torri, mi ha chiamato e mi ha detto: "Professor Auriti, lei ha dimostrato l'elemento materiale del reato. Manca il dolo perché… è stato sempre così". E allora ho detto: "Scusi - e ho detto "Eccellenza" - prima di tutto faccio notare che la continuazione del reato è un aggravante, non è un esimente... e lei mi dice: È stato sempre così. Poi, secondo punto: io ammetto la buona fede, per carità! Però dobbiamo chiarire: fino a quando non ti ho fatto la denuncia! Dopo che ti ho fatto la denuncia, come la mettiamo?" Qui, il reato seguita. Ed io ho fatto la denuncia l'8 marzo del '93, insieme a un pugno di miei studenti. Siamo andati alla Procura della Repubblica e abbiamo firmato. Perché io penso che la migliore lezione che possa dare un professore ai suoi studenti è l'esempio. E quando uno da' questi esempi, esercita la sua dignità. E la dignità gratuita non esiste. Quando io ho fatto la causa contro la banca d'Italia per avere l'accertamento di chi è la proprietà della moneta, mi hanno dato torto, e mi hanno condannato a dieci milioni di spesa, che è stata trattenuta su iniziativa della banca d'Italia - le spese di causa - sul mio stipendio. Io presi il foglio con cui mi notificavano il pignoramento dello stipendio, e l'ho messo nella bacheca dell'Università, perché ho detto agli studenti:
 
"Ecco, io pago, perché voglio la proprietà popolare della moneta".
 
È chiaro? La dignità gratuita non esiste. Io mi sento fuori di questo tempo. Ecco perché ho bisogno di cominciare a lanciare dei messaggi che finalmente possono costituire un'alternativa per le nuove generazioni. Oramai le nuove generazioni... se noi seguitiamo così, non avranno altra scelta che quella tra il suicidio e la disperazione. Questa avverrà se noi non sostituiremo alla moneta debito, la moneta proprietà.
 
 
 
 

 

Il Prof. Giacinto Auriti è nato a Guardiagrele nel 1926. Si è laureato presso l'Università "La Sapienza" di Roma e si è dedicato giovanissimo all'insegnamento. E' stato tra i docenti fondatori della facoltà di giurisprudenza dell'Università di Teramo. E' stato titolare delle cattedre di Diritto della navigazione e di Diritto internazionale.

Il suo ultimo sogno era grande, troppo grande per realizzarsi nel breve periodo. Ho voluto omaggiarlo perche' ha regalato a me e alla mia generazione un sogno e una speranza.

INTERROGAZIONE PARLAMENTARE DEL 9 MAGGIO 2005

Dopo le ricariche telefoniche ora combattiamo il PETROLIO...

 
Difendiamo Ciò che ci rende vivi...
 
 

 

Ragazzi, questa è seria. Leggete, andate in fondo e cliccate. Poi compilate il form online. Ricordo che la stessa identica petizione girava 2 anni fa x annullare i costi di ricarica dei telefonini. E non ci sono più ..... Ciao Da Beppe Grillo
 
Un cittadino italiano ha finalmente deciso che gli fa troppo male respirare le polveri sottili e vedere persone a cui vuole bene morire di cancro intorno a sé per il benessere delle multinazionali petrolifere e ha chiesto alla commissione europea (dipartimento dell'ambiente) di creare una legge che obblighi i padroni del petrolio ad installare accanto ad ogni distributore di benzina almeno un distributore ad idrogeno e di incominciare a produrlo utilizzando energie rinnovabili. In parole povere questa legge favorirà l'introduzione sul mercato delle automobili ad idrogeno a ***ZERO INQUINAMENTO***
e ad alte prestazioni!!! Finalmente potremo respirare a pieni polmoni e anche i figli dei nostri figli! L'auto del futuro esiste già ed in vari modelli! Bastano 800.000 firme per far abbassare la testa ai padroni del petrolio.
Firmate la petizione per voi, i vostri amici e parenti! Cogliamo questa opportunità e facciamone un'arma, anche per altre piccole battaglie.
 
 
PER FIRMARE LA PETIZIONE SUL LINK QUI SOTTO:
 
 

 

SUBSONICA - Lasciati

 

 

 

 
Nel gretto della nostra intimità
a volte le parole si prosciugano
e il fiato non ha via d'uscita;
Momenti che si perdono così
un libro aperto quando viene il buio e noi
colpevoli di troppa aridità..
 
 
 Lasciati guardare un po' più a fondo
finché si può..
Senti come tremo perché sento
che tutto finisce qui.
 
 
 
 Lasciati guardare un po' più a fondo 
finché si può..
Un ultimo saluto al nostro tempo
e tutto finisce qui.. 
E' futile comprendere perché
a volte i pensieri si confondono
e mischiano speranze e realtà;
Segnali che si perdono così
un radar pronto quando chiude il cielo e noi
colpevoli di troppa oscurità.
 
 
 Lasciati guardare un po' più a fondo
finché si può..
Senti come tremo perché sento
che tutto finisce qui..
 
 
 Lasciati guardare un po' più a fondo
finché si può..
Tienimi la mano perché sento
che tutto finisce qui..
Nel letto della nostra intimità,
a volte le parole si prosciugano…
 
 
 Lasciati guardare un po' più a fondo
finché si può..
Senti come tremo perché sento
che tutto finisce qui..
 
 
 Lasciati guardare un po' più a fondo
finché si può...
Un ultimo saluto al nostro tempo
e tutto finisce qui...
 
 
 Lasciati guardare un po' più a fondo
finché si può...
Senti come tremo perché sento
che tutto finisce qui...
 
 
 Lasciati guardare un po' più a fondo
finché si può...
Tienimi la mano perché sento
che tutto finisce qui …
Che tutto finisce qui..
 
 

ELISA - Eppure Sentire (Un Senso Di Te)

 
 

 
 

 

 

A un passo dal possibile...

A un passo da te..

Paura di decidere,

Paura di me..

Di tutto quello che non so..

Di tutto quello che non ho.

Eppure sentire

Nei fiori tra l'asfalto

Nei cieli di cobalto c'è..

Eppure sentire Nei sogni

in fondo a un pianto

Nei giorni di silenzio

c'è un senso di te mmm...mmm...mmm...mmm...

C'è un senso do te mmm...mmm...mmm...mmm...

Eppure sentire

Nei fiori tra l'asfalto

Nei cieli di cobalto c'è..

Eppure sentire Nei sogni

in fondo a un pianto

Nei giorni di silenzio

c'è Un senso di te.

 mmm...mmm...mmm...mmm...

C'è un senso di te

 mmm...mmm...mmm...mmm...

Un senso di te mmm...mmm...mmm...mmm...

C'è un senso di te...

 

 

22 Gennaio 2007

 

 

Vivere deve essere più

importante di vincere

 

 

22 gennaio 2007… una data da ricordare per due ragioni; La prima ragione è che dopo 3 anni e mezzo dal conseguimento della Laurea ho finalmente ricevuto una proposta di lavoro degna di questo nome! Dopo 3 anni e mezzo di corsi e “lavoretti”, stress, divertimenti, amori e cazzeggi (tra militare, sfortune varie ma anche eccessivo rilassamento) finalmente potrò cominciare a cercare me stesso. Come già sapevo lascerò la mia città (che così poco offre a chi non ha “conoscenze”), la mia terra.. Una terra tanto bella quanto aspra che solo ora comincia a mancarmi; La cosa più strana e’ che questa possibilità mi venga data proprio in questo periodo in cui avevo maturato la decisione di andare all’estero a cercar più fortuna ma come si dice la vita non ha certezze e noi straordinarie e insulse creature non possiamo che prendere decisioni di volta in volta sperando che i nostri sogni si realizzino. Ebbene quasi a rafforzare il concetto passo a spiegare il secondo motivo per cui non potrò mai scordare la data del 22/01/2007; in questa stessa data mio cugino, un ragazzo di 36 anni è morto. Sia per la differenza di età che per le diverse scelte di vita non ho mai avuto un rapporto stretto con lui ma la sua morte mi ha segnato ugualmente perché solo quando si perde qualcosa ci si può rendere conto degli errori commessi. Gino, così si chiamava mio cugino era nato in una realtà degradata ma a differenza di molti non aveva scelto strade facili; lavorava guadagnando una miseria ma non rubava. A ucciderlo fisicamente è stata l’eroina ma a uccidere il suo spirito per assurdo è stato l’amore o meglio l’assenza di amore. Era stato più forte delle ingiustizie e della miseria Gino ma non ha saputo reagire a una delusione d’amore cercando conforto in quel veleno che lo ha ucciso lentamente. L’amore è vita e per molti l’assenza di amore è morte. In questo giorno di rinascita per me voglio ricordarlo. La malinconia che porterò nel cuore per la sua morte si mescolerà per sempre con la tristezza di lasciare la mia terra; la mia regione come tutto il meridione mi ricorderà per sempre Gino perché come lui rischia di morire per assenza di amore da parte dei propri abitanti. Mentre scrivo fuori è arrivato il vero inverno, vento gelido e pioggia fitta..
Quella pioggia che lava tutto come
le lacrime portano via il dolore..
 
Ciao Gino, questo è il mio saluto.
 
 
A mio cugino.
 
 

Paolo Conte - Via con me

 
 

 
 
Via, via, vieni via di qui,
niente più ti lega a questi luoghi, neanche questi fiori azzurri...
Via, via, neanche questo tempo grigio pieno di musiche e di uomini
che ti sono piaciuti...
 
It's wonderful,
 
it's wonderful,
 
it's wonderful,
 
good luck my babe,
 
it's wonderful,
 
it's wonderful,
 
it's wonderful,
 
I dream of you...
 
 
Chips, chips, du-du-du-du-du
 
 
Via, via, vieni via con me,
entra in questo amore buio,
non perderti per niente al mondo...
Via, via, non perderti per niente al mondo lo spettacolo d'arte varia
di uno innamorato di te...
 
It's wonderful,
 
it's wonderful,
 
it's wonderful...
 
 
Via, via, vieni via con me,
entra in questo amore buio,
pieno di uomini...
Via, entra e fatti un bagno caldo,
c'è un accappatoio azzurro,
fuori piove un mondo freddo...
 
 
It's wonderful,
 
it's wonderful,
 
it's wonderful..
 
 
 

FUGGI DA FOGGIA Ma GUARDANDO IL CIELO..

 
Girando in rete ho trovato questo post su un blog e visto che:
 
1 - l'ho trovato davvero bello; 
2 - è scritto da un foggiano;
3 - parla di foggia ho pensato di postarlo.
 
 

 
 
Il culo e il cielo
 
 
Frugando in una borsa da professore che non uso più da qualche anno ho ritrovato qualche vecchia carta. Soprattutto, un numero abbondante di copie del primo numero di Tophet. Visioni dal fondo, foglio di umori e malumori, critica e poesia, eccetera che scrivevo insieme a gente che mi assomigliava fin troppo. E’ datato 19 agosto 2003. Nella presentazione scrivevo: “Voi che leggete e noi che scriviamo siamo dei privilegiati. Viviamo in un posto che ha qualcosa di straordinario. Viviamo in uno dei paesi ricchi , e tuttavia la nostra è una città povera. Non solo povera. E’ una città incolta, selvatica, anche piuttosto mafiosa. E’ una città del terzo mondo che tuttavia appartiene all’Occidente ricco e civile. Capite l’importanza della cosa. Noi siamo a terra. Noi siamo con le spalle a terra, gente. E quando si è stesi a terra si gode di una visione non comune. Puoi osservare il culo della gente, o guardare il cielo. Vedere il mondo dal di sotto, o contemplare ciò che è al di sopra di ogni miseria. Puoi essere al tempo stesso cinico e poetico.” Il primo articolo di Tophet si intitolava “Rigurgito” e parlava d’un caso avvenuto nel mio quartiere (Che praticamente è lo stesso dove sono cresciuto io). Un uomo che si diede fuoco. Per disperazione. Perché disoccupato. L’ultimo articolo si intitolava “Pulizia” e parlava del sindaco fascista che non amava il campo nomadi. A distanza di tre anni, il campo nomadi non c’è più. Lo ha distrutto un incendio. Al suo posto c’è un campo profughi. Cioè, giuridicamente non è un campo profughi, ma strutturalmente lo è: containers di lamiera. Ci vivono non i profughi, ma gli sfrattati. Credo che Foggia sia l’unica città d’Italia che ha un quartiere di containers, e forse l’unica città d’Europa - o d’Occidente. Ma può essere che mi sbagli. A distanza di tre anni, non abbiamo più il sindaco fascista. Adesso c’è un sindaco di sinistra: che, oltre a sistemare benevolmente gli sfrattati nei containers, ha speso cinquecentomila euro per un monumento all’aviere, consistente in un bombardiere. Poi, di fronte alle proteste dei pacifisti locali, ha fatto circondare il mostro da tenere colombelle e dai colori della bandiera della pace. Il monumento si può leggere come segue: i bombardieri sono strumenti di pace, ché la vera pace si fa con le armi. Ma si può anche leggere così: questi orrendi strumenti di guerra vanno smitizzati, ché arrecano solo sofferenza; viva la colomba, abbasso il bombardiere. Nessuno sa quale sia il significato autentico. L’idea di autenticità appartiene ad epoche passate, sostanzialmente rozze. Oggi siamo nell’era della libera interpetazione, della lussuria ermeneutica. Abbasso la tirannia del senso! E viva il nostro sindaco postmoderno. E postpacifista. Ma il tema di questo post è il culo e il cielo. Non ho parlato, in questi mesi, della Ballata delle prugne secche di Valeria; perché, ho detto, non mi è facile parlare con la necessaria obiettività di un libro scritto da una delle persone a me più care, e che è dedicato (anche) a me. So che Valeria qualche giorno fa è intervenuta ad una trasmissione che si chiama Le Invasioni Barbariche, su non so quale rete. Lo so perché ho avvertito il malumore di molti. Pare che Valeria abbia detto durante quella trasmissione di aver imparato a Milano ad usare le posate. Era un modo per dire il suo debito verso Milano, ma è stato interpretato come un insulto a Foggia - città di gente che mangia con le mani. Noi foggiani siamo terribilmente permalosi. Non abbiamo mai perdonato a Moravia il suo giudizio sulla nostra città - la più brutta d’Italia, a suo parere. Amiamo invece molto Montale ed Ungaretti. Il primo ha scritto un racconto che si intitola “Clizia a Foggia”. Di Foggia non c’è nulla, probabilmente Montale a Foggia non è mai stato; e tuttavia c’è il nome, e questo basta. Ungaretti venne a Foggia e tenne una corrispondenza per un giornale. Guardando le fosse per il grano, disse che quelle fosse meritavano di essere monumento nazionale. Ora le fosse non ci sono più. Nessuno le rimpiange. Erano dei semplici buchi nella terra, nei quali si conservava il grano. Monumento nazionale un cazzo. Ho tra le mani un libro che si intitola Omaggio a Foggia. L’autore è quanto di più lontano si possa immaginare da Valeria. Si chiamava Pasquale Soccio, era un preside studioso di Vico, già allievo e poi, pare, assistente di Giovanni Gentile. E’ stato l’intellettuale più venerato e rispettato a Foggia negli ultimi cinquant’anni. Una vera istituzione. Omaggio a Foggia contiene frasi come questa: “Allora [a maggio: a Foggia] il profumo delle erbe sovrasta e vince la nube stagnante delle venefiche esalazioni di macchine e di fabbriche. Un diffuso e forte odore, di grano, di fieno, di tiglio, di fave in fiore e perfino di malva e di camomilla, si dirama e spande per le vie cittadine. I cortili sono vasti pozzi in cui si versa e serba questo impasto di aromi. Col vento si distinguono le venature dei vari profumi. Una polvere sospesa di polline saporisce l’aria che, dentro, si palpa come seta”. Io sono nato all’inizio degli anni Settanta in un basso di Foggia. Una manciata di metri quadri, credo meno di trentacinque. Negli anni Settanta - e credo anche per una parte degli Ottanta - a Foggia non esistevano i cassonetti dell’immondizia. Esistevano i pali. La gente buttava le buste dell’immondizia intorno a un palo. Uno di questi pali si trovava a pochi metri da casa mia. L’immondizia era lì. Dietro la porta di casa. Soccio ha scritto il suo omaggio a Foggia nel 1970. Un anno prima della mia nascita. Viveva in via della Repubblica, in un bell’appartamento all’interno di un palazzo per costruire il quale sono state distrutte le fosse del grano - il monumento nazionale di ’sto cazzo. Forse dalle sue parti si avvertiva l’odore del tiglio, della malva e della camomilla, negli anni Settanta. Non metto in dubbio la sua sincerità. Ma dalle mie parti si sentiva il tanfo dell’immondizia. Null’altro. Soccio aveva animo di poeta; e, come succede a volte ai poeti, faceva retorica. Per questo lo adoravano. La gente ama la retorica, perché la aiuta a non sentire la puzza dell’immondizia. Valeria invece non ha l’animo della poetessa. Per fortuna, direi. Le sue doti sono il cinismo ed il sarcasmo. In realtà, il suo resoconto cinico e sarcastico di Foggia ha i suoi limiti. Valeria non è nata in un quartiere popolare di Foggia, non è crescita in un basso, non ha mai avuto l’immondizia dietro la porta di casa. Nonostante le sue buone intenzioni e le sue innegabili capacità, mi pare per questo che non ci sia abbastanza cinismo, abbastanza sarcasmo nel suo libro; abbastanza verità. E tuttavia c’è molta, molta più verità di quanta non ve ne sia nel poeticissimo Omaggio a Foggia di Soccio. C’è ancora una cosa da dire, però. Una mattina andai a trovare Soccio. Lo trovai vestito, pronto per uscire. Era raro che uscisse: aveva novant’anni. Mi disse che aveva un appuntamento importante. Scendemmo, attraversammo via della Repubblica, poi quelli che a Foggia chiamiamo “i tre archi”, e ci trovammo nel centro storico. Lì si fermò, intento a qualcosa. Poi mi chiese: “Le senti?” Non sentivo nulla. “Le rondini”, mi disse. Era andato fin lì per ascoltare le rondini - lì dove i tetti sono più bassi. Quello era il suo appuntamento. E quello era il suo cielo - ho dimenticato di dire che era cieco. Quella mattina ho imparato qualcosa. Ho imparato che questa stramaledetta città di inciviltà ed immondizia è anche una città dove è possibile incontrare le rondini. Ho imparato che davvero non c’è solo il culo. C’è anche il cielo.
E che non è possibile né giusto parlare di questa città tralasciando l’una o l’altra cosa. Fingendo di non vedere il culo o dimenticando il cielo.
 
 
 
 
Tratto da: MINIMOKARMA
 

Lettera Aperta alla Guardia di FINANZA..

 
 
 
"Le nostre vite finiscono quando tacciamo
di fronte alle cose davvero importanti"
Martin Luther Kink

  

 

PER L'ANNO PROSSIMO REGALIAMOCI LA SPERANZA

 

Lettera aperta di cittadini italiani
alla Guardia di Finanza
 
 
Postato da NV
Martedi 19 Dicembre 2006 ore 17:03:03
 
Spett. Guardia di Finanza, come cittadini dello Stato italiano, conoscendo il decreto legislativo n. 68 del 19/3/01 che prevede - in attuazione dei principi direttivi della legge n. 78/2000 - la Vs. missione come Forza di polizia a competenza generale su tutta la materia economica e finanziaria, sentiamo il dovere di riferire quanto segue: 1. Nel bilancio della banca d’Italia si legge in passivo il valore nominale delle banconote emesse. 2. La lettura di bilancio della banca d’Italia spa è percepibile come un trucco nella misura in cui la posta in passivo di tale valore delle banconote, emesse in cambio di titoli di Stato, nasconde reddito percepito in nero e iniquamente: appropriandosi di un reddito che ammonta alla differenza fra valore nominale della cartamoneta e costo di produzione meccanografica della stessa (detto, appunto, reddito da signoraggio in quanto antico esercizio del potere del Signore di appropriarsi di risorse, attraverso emissione di moneta non convertibile, a corso legale, e sotto forma di debito) e non pagando su di esso (perché lo segna come passivo nel suo bilancio, cioè non come reddito percepito ma come debito da percepire) tassa alcuna. 3. Tale trucco si palesa necessariamente come truffa ai danni dello Stato Italiano, e di tutti i Suoi cittadini, innanzitutto perché l’Italia dovrebbe essere una repubblica, cioè una res pubblica, cosa pubblica e non incorporare in sé società per azioni private con scopo di lucro come attualmente è l’istituzione denominata banca d’Italia, ed oltretutto perché questa istituzione, che si fregia del nome nazionale pur non essendo della nazione ma di privati, evade il fisco attraverso l’escamotage di appostare il reddito al passivo, cioè nascondendo il reddito percepito in nero. In base a quanto sopra, chiediamo se l’estensione delle Vs. facoltà e dei Vs. poteri, riconosciuti per legge in campo tributario a tutti i settori in cui si esplicano le proiezioni operative della polizia economica e finanziaria, e se la Vs. legittimazione a promuovere e sviluppare, come autorità competente nazionale, iniziative di cooperazione internazionale con gli organi collaterali esteri ai fini del contrasto degli illeciti economici e finanziari, avvalendoVi anche di dodici ufficiali da distaccare in qualità di esperti presso le rappresentanze diplomatiche e gli uffici consolari, possano arrivare all’ispezione della banca d’Italia ed di tutte le banche centrali degli Stati facenti parte dell’UE, risultanti viziate dal medesimo problema di evasione fiscale, non solo a danno dei singoli Paesi, ma della comunità europea stessa,
oppure se le banche centrali godano di immunità rispetto a Vs. eventuali indagini.
 
 

FIRMA LA PETIZIONE ON-LINE

Tratto da Signoraggio.com

 

Criminalità CORPORIZZATA

 

IL PETROLIO NIGERIANO

 

 

A causa del rapimento di tre italiani, lo scorso 6 dicembre, i telegiornali hanno parlato della situazione nigeriana, ma senza far comprendere cosa sta accadendo veramente. Hanno parlato di un paese poverissimo, come se la povertà fosse una sorta di calamità naturale. Hanno detto che il paese è ricchissimo di petrolio e di gas, ma non hanno spiegato come mai un paese così ricco di risorse energetiche sia così povero. Molti documentari e articoli “informativi” sulla Nigeria (ad esempio la puntata di Leonardo andata in onda su Raitre l’8 dicembre), hanno parlato di estrema “arretratezza” del paese, inducendoci a pensare che essendo un paese africano non ha avuto lo “sviluppo” dell’Europa. La giornalista del programma Leonardo disse che: “esistono bande per la libertà della Nigeria, peccato che esse si mescolino con la comune criminalità”, facendo intendere che ciò che accade in Nigeria è dovuto alla criminalità comune. I media alimentano l’etnocentrismo europeo e il razzismo, pur di tenere nascosta la vera condizione dell’Africa. La verità è che il popolo nigeriano è vessato da un sistema criminale che gli sottrae le ricchezze e lo priva delle condizioni minime di sopravvivenza. L’Agip partecipa attivamente a questo sistema criminale, pagando milizie paramilitari che non esitano ad uccidere civili. Nei nostri media fanno notizia soltanto i rapimenti di persone che lavorano nella struttura petrolifera, mentre le centinaia di vite spezzate dai paramilitari dell’Eni e delle altre Corporation non generano alcun interesse. Darne notizia farebbe emergere qualche dubbio sull’operato delle Corporation che si appropriano delle risorse dell’Africa. I media (quelle poche volte che danno notizie sull’Africa) parlano genericamente di “corruzione” dei governi africani, ma non approfondiscono mai il discorso. Se esistono corrotti devono per forza esistere anche i corruttori e le vittime. Nessun telegiornale dice che i corruttori sono le Corporation (anche l’Eni), e che le vittime sono le popolazioni, costrette a vivere in condizioni di miseria e di degrado a causa della corruzione. La Nigeria è il primo produttore di petrolio in Africa, e il sesto esportatore nel mondo, ma la maggior parte della popolazione vive in condizioni di estrema miseria. Oltre il 30% degli abitanti è analfabeta e la disoccupazione tocca livelli del 70%. L’Agip agisce con metodi propri dei gangster (come le altre Corporation) e inventa persino false notizie per depistare e nascondere la verità. La giornalista Anna Pozzi si è interessata alla situazione dell’Agip in Nigeria e il 30 marzo del 2006 ha tenuto una conferenza all’Università Bicocca di Milano, dal titolo “Nigeria Petrolio e corruzione”. La Pozzi sostiene che l’Agip ha mentito quando il 20 marzo denunciò un sabotaggio. In realtà, come avrebbe chiarito il presidente dell'IYC (Ijaw Youth Council), Oyeinfie Jonjon, non si trattava affatto di sabotaggio o di un attentato, ma di un cedimento del vecchio oleodotto subacqueo dovuto
alla mancanza di manutenzione.
Il fatto causò la perdita di petrolio che contribuì a devastare le già malridotte condizioni ambientali. L’Agip cerca di incolpare i nigeriani persino dei problemi dovuti alla propria negligenza. Gli oleodotti stanno producendo un immenso inquinamento e le autorità
 dell’Agip vorrebbero scaricare la responsabilità su altri...
 
Autore: A. RANDAZZO 
 
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Blade Runner di Ridley Scott

 

 

Blade Runner ha rappresentato una rivoluzione per il moderno cinema di fantascienza. Invece di avventure spaziali sprizzanti spirito dei pionieri, questa pellicola ci offre un mondo degradato, dove la poesia combatte per rimanere in vita.

 

 

Rick Deckard (Harrison Ford), poliziotto-killer poco amante dei suoi stessi simili, si muove su di una Terra post-apocalittica, battuta perennemente da piogge radioattive. Il suo compito è ritirare (eufemismo per indicare l'uccisione) androidi che si sono ribellati e che sono fuggiti dalla loro schiavitù. Ma Deckard è un uomo disilluso, stanco di sopprimere creature viventi a sangue freddo, creature che forse sente più simili a sè dei suoi stessi simili, con la loro voglia di sopravvivere e con la loro scarsa empatia. E' però costretto a compiere il suo sporco lavoro e a scontrarsi con l'ultima generazione di androidi, i Nexus 6. Forti, intelligenti, agili, i Nexus 6 mal tollerano la loro condizione di sfruttati. Non possono sopportare di essere in condizione di schiavitù, soprattutto nei confronti degli uomini che sono loro così inferiori, ma soprattutto non possono smettere di lottare per qualcosa che pensano gli sia dovuto: una vita. I Nexus 6 infatti hanno un limite vitale di 4 anni, limite che gli rende impossibile crearsi una vera vita, sviluppare dei veri sentimenti. Un limite che li costringe a rimanere per sempre dei surrogati degli uomini e li blocca dall'esprimere tutto il loro potenzionale di eccezionali creature viventi.

 

 

Come moderni Luciferi, gli androidi, capitanati da Roy Batty (un gelido Rutger Hauer), cercano il loro creatore, gelosi di essere stati spodestati nel suo cuore dalla genia che infesta la morente Terra e lo spazio circostante. Vogliono un'anima, vogliono i sentimenti, vogliono che la loro esistenza non si perda nella pioggia, ma che assuma un significato, che ne rimanga un ricordo, che non venga cancellata con la facilità con cui si schiaccia un moscerino. Ma come gli angeli ribelli, saranno scacciati all'inferno, non da loro padre, ma dal tempo effimero che li rende così speciali. Perchè è proprio il breve lasso di tempo che hanno a disposizione a fargli vivere ogni esperienza con più partecipazione, con più slancio, con più amore della vita stesso. La candela che spetta loro è corta, ma la bruciano da entrambe le parti. E per Deckard questo sarà il capolinea; non potrà più compiere il suo dovere, ma si rifugerà fra le braccia del suo amore, la replicante Rachel (Sean Young), senza chiedersi cosa gli riserverà il futuro, ma vivendo per il momento. Il finale di questa pellicola ci lascia quindi con una speranza per il futuro, a differenza del libro da cui è tratto, e Ridley Scott sfodera tutta la sua abilità per rendere la ricchezza di questa poesia su grande schermo. Aiutato in questo da un cast superlativo e dalle evocative musiche di Vangelis. Un grande capolavoro degli anni '80 e del cinema eterno.

Autore: Elena Da Prato                                                      Tratto da: CastleRock

 

«Io ne ho viste cose che voi umani non potreste immaginarvi. Navi da combattimento in fiamme al largo dei bastioni di Orione, E ho visto i raggi B balenare nel buio vicino alle porte di Tannhäuser. E tutti quei momenti andranno perduti nel tempo... Come lacrime nella pioggia.

È tempo... Di morire.»

 

Rappresentazione Istantanea

 

 "L'arte è magia liberata dalla menzogna di essere verità"

ADOMO

 

MONET - Le Train dans la Neige'

Immagine originale presa da RAIL ART

 

IL TRENO DELLA SPERANZA

 

SUD*SOUND*SYSTEM

SOUL TRAIN

 

 

 

 

 

Oggi come ieri si parte alla ricerca di più fortuna da SUD verso NORD...

"Oggi  Come  Ieri  l'Italia  ha  due  pesi  e  due  misure"

 

 

 

 

 

Papa Gianni & GgD:
 Ehi, a ddu sta bbai, su ddhru trenu nu 'nci a statu mai. Pallidu politicu nu nci a statu mai in seconda classe sul treno che va da Lecce a Schauffausen chinu de gente si ma gente ca sta fugge lontano dalla loro terra d'origine amara e resa pesante come il piombo mandata allo sbaraglio lasciata affondare, tradita, depredata, sbranata e violentata e me chiedi se cuss se po campa' ieu la sacciu pecce' lu portu lu paccu de cartune tenutu cu la corda comu quiddhru ca ui viditi purtare sulli binari delle stazioni de nu meridionale quista e' la soluzione gente costretta all'emigrazione e le promesse mai mantenute fatte de parole, parole e sulamente pare poi andare via tornare e andare via quandu lu mundu nia destinati a quai cu murimu a ddhru imu nati ma de ddhru poi ni 'ndannu scacciati se quistu e' giustu o nu bbe' giustu iddhri li "signori" se 'nde futtenu quiddhri l'ignoranza se la sfruttanu Perche' a quai du nui tutti quanti anu prtire la fatia nu 'ncete li piccinni anu mangiare la valigia de cartune stae pronta mintici lu mieru l'oliu lu casu recotta ca lu patrunu subbra te sta spetta stae subbra cu la fatia pronta quiddhru ca nu bole face la gente colta ma tie hai besegnu e ha ingoiare stu boccone amaru li piccinni anu mangiare. Partono i treni carichi da Lecce nella valigia lacrime e amarezze.
Ehi, a ddu sta bbai, su ddhru trenu nu 'nci a statu mai.
Nella realta' che vorresti finisse per lasciarla alle spalle il destino ha l'ultima sorpresa da farti la sacra corona sui binari la bomba e' venuta a darti e politici disonesti senza scrupoli e faccia arraffano ingordi ma mai binchiati de sordi ammenu cu bu vannu torti avete distrutto generazioni con ogni mezzo siete criminali teste di cazzo ca se campanu sullu sangu della povera gente quista e' realta' mutu semplicemente E rri intra na citta' ca nu sai a ddhru ha scire addhru la gente camina a tutte le ure te pienzi c'ha risoltu ca la vita ha migliorare ma tieni auri problemite affrontare la gente ca nu te parla e te disprezza te trattanu peciu peciu te na pezza cuss 'ncigna n'idea intra lu core la terra de lu sule la terra de l'amore.
 Partono i treni carichi da Lecce nella valigia lacrime e amarezze
 
 tie nu ci hai statu mai subbra ddhru trenu!
 

 

 

Stazione di Lecce, in partenza dal secondo binario

treno 938 di 1° e 2° classe per Schauffausen;

Ferma a:    Brindisi, Ostuni, Fasano, Monopoli, Bari, Barletta, Foggia, San Severo, Termoli, Pescara, Ancona,Rimini, Bologna, Milano... ... ... ... .

 

Prima parte

 
 
 

 

 

Arte.. Magia della luce e dello sguardo.